Emergenza autoscuole: uno tra i settori più colpiti in questo periodo, segnato dalle chiusure imposte dalla diffusione del Covid.

Gli appartenenti al settore lanciano l’allarme, “dimenticati” anche dall’ultimo Decreto del governo.

Nell’ultimo DPCM infatti non si fa riferimento alla riapertura delle autoscuole nella fase 2 del Covid; le stesse chiedono quindi chiarezza anche perchè come per tutti 3 mesi di inattività cominciano a pesare.

Le 7 mila scuole guida sparse per il Paese danno lavoro a circa 30 mila persone e adesso, a causa del Covid e del prolungamento delle chiusure, molte di queste rischiano la chiusura, dal momento che continuano a pagare gli affitti dei locali delle loro sedi e le utenze, “senza percepire nemmeno un centesimo”.

La situazione delle autoscuole continua ad essere drammatica, a causa dell’emergenza Covid pare che si trovino in una sorta di “zona grigia” e lamentano di non essere mai state prese in considerazione dalle istituzioni.

Al momento per il settore manca ogni tipo di ufficialità: la data di riapertura potrebbe essere quella del 18 maggio oppure dell’1 giugno, ma in assenza di notizie dai “piani alti”, potrebbero riaprire anche a settembre.

In ogni caso l’emergenza Covid ha messo in ginocchio tutto il settore. I titolari delle autoscuole  stanno vivendo una condizione di profonda crisi e disperazione.

“Le autoscuole hanno paura di essere state dimenticate”.

È la denuncia di Paolo Colangelo, presidente della Confarca (Confederazione che rappresenta le scuole guida e gli studi di consulenza italiani), che lancia un appello alla “ripresa immediata delle attivit”,  attraverso la modalità degli esami teorici presso le sedi delle autoscuole.

Una proposta che è già stata inoltrata al Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, per salvaguardare le 30mila persone che lavorano nel settore e che rischiano il licenziamento, ma che allo stato attuale è rimasta lettera morta.

Emilio Patelli, segretario Nazionale dell’Unasca, l’unione nazionale delle autoscuole, ha dichiarato: “Non sappiamo se potremo riaprire il 18 maggio, il 1° giugno o a settembre. Di certo saremo chiusi fino al 17 maggio, poi chissà”.

Il problema più grave oggi per le autoscuole è ovviamente economico, continuano a non incassare nulla, ma devono comunque far fronte alle numerose spese correnti, come affitti e utenze.

A tutto ciò si aggiungono le persone che vorrebbero sostenere il proprio esame per conseguire la patente, e ancora non sanno quando potranno farlo.

Tra l’altro, c’è un tassello molto importante che sottolinea il presidente di Unasca Emilio Patelli: “Guardando la lista dei codici Ateco delle attività che possono rimanere aperte, si potrebbe desumere che noi oggi siamo aperti”.

Patelli si riferisce all’allegato 3 del DPCM del 26 aprile dove compare il codice 85, legato alle attività di istruzione, al quale appartengono le autoscuole.

Il problema reale è che a differenza di quanto accade con le scuole di ogni ordine e grado che al tempo del Covid hanno attivato la didattica a distanza, le autoscuole non possono tenere le lezioni casa.

Secondo la Legge, le autoscuole potrebbero solo organizzare sessioni di ripasso o sostegno; servirebbe una deroga, ma anche di questo non si è mai parlato.

Il Ministero dei Trasporti Paola De Micheli ha indetto a breve un gruppo di lavoro in cui si discuterà anche della riapertura delle autoscuole nella Fase 2.

Roberta Melluccio è un’imprenditrice napoletana nel settore delle autoscuole e rappresenta una scuola guida denominata “Le.Man”.

Disperata come tutti i suoi colleghi per il protrarsi delle chiusure delle autoscuole a causa dell’emergenza Covid e senza una data certa per le riaperture, ha affidato a Facebook un post denuncia dove fa presente la situazione drammatica della categoria.

“La mia è la necessità di denunciare quanto sta accadendo oggi in virtù della emergenza virale e del contenuto del nuovo Dpcm Fase -2 , un paradosso all’italiana!.

Le scuole guida restano ufficiosamente aperte al pubblico ma senza la possibilità di erogare i servizi al cittadino.

Il codice Ateco per le autoscuole non è mai stato bloccato. Quindi in teoria dal 4 maggio potremmo riaprire ma l’ordinanza Ministeriale preclude la possibilità di formazione teorica e pratica in sede e di esami connessi alla preparazione presso le UMC di competenza.

“Dagli inizi di marzo sono ferme tutte le iscrizioni e i corsi. C’è mancanza di liquidità, ma i titolari stanno pagando regolarmente spese legate ad utenze, stipendi e contributi, bolli, assicurazioni, affitti di locali e box auto.

Molti imprenditori sono sull’orlo del fallimento, anche perché da gennaio viene applicata l’Iva al 22% alle patenti di categoria B.